AVVIATA L’ASTA ARIETI DI RAZZA MERINIZZATA, GIA’ AVANZATE LE PRIME OFFERTE DI ACQUISTO

Sono già diverse decine le prenotazioni di allevatori che hanno chiesto di partecipare all’asta dei 47 arieti di razza merinizzata italiana

Sono già diverse decine le prenotazioni di allevatori che hanno chiesto di visionare e partecipare all’asta dei 47 arieti di razza merinizzata italiana selezionati che hanno concluso il ciclo di performance test e che stanno per essere “battuti” nell’ambito del tradizionale appuntamento organizzato dall’Associazione nazionale della pastorizia e dall’Associazione regionale allevatori della Basilicata che si svolge su internet fino al 18 dicembre.

I capi introdotti a luglio al Centro Genetico di Laurenzana, provengono da allevamenti del Lazio, Molise, Abruzzo e Basilicata, dopo essere risultati geneticamente molto resistenti alla scrapie, una encefalopatia spongiforme trasmissibile che colpisce pecore e capre tramite un prione, che causa una malattia a carattere degenerativo progressivo, vengono valutati dal punto di vista dell’accrescimento, della implementazione dei caratteri somatici e della capacità generativa. “Questo atteso appuntamento si tiene on line, per via delle restrizioni dovute alla pandemia” spiega il direttore dell’Associazione, Giuseppe Brillante, che ricorda come si possa accedere "a partire dal prezzo ‘base d’asta’, determinato dal valore genetico dell’animale, si potrà concorrere a rialzo con un’offerta fissa di 50 euro. Ogni soggetto sarà disponibile in asta fino alla data di scadenza riportata sulla scheda dell’animale”.

La razza merinizzata italiana è prevalentemente diffusa nelle regioni meridionali di Abruzzo, Molise, Puglia, Lazio meridionale e, appunto, Basilicata. È una razza di recentissima costituzione dato che la nascita ufficiale risale al 1989. La diffusione in regione discende certamente dall’incrocio delle tradizionali razze di Gentile di Puglia e Sopravvissana. È una razza da carne dotata di caratteristiche di rusticità e adattamento al nostro clima ed alle nostre condizioni di allevamento, raggiungendo un buono sviluppo somatico, con buoni ritmi di crescita e buon Indice di conversione e frequente gemellarità. Con una media di due parti l’anno.

“L’allevamento ovino nella nostra regione – aggiunge il presidente dell’Ara Basilicata, Palmino Ferramosca - oggi conta oltre 220mila capi, di cui la maggior parte di razza merinizzata, e svolge, oltre ad un importante ruolo economico ed occupazionale, una determinante azione di salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente e delle caratteristiche naturali del nostro territorio. La tipologia di allevamento praticato è prevalentemente allo stato brado con utilizzo del pascolo anche attraverso la pratica della transumanza”.

Link: https://aste.arabasilicata.it/

15/12/2020