Sant’Antonio Abate, patrono del mondo agricolo e del bestiame
Si è rinnovato anche quest’anno a Roma il tradizionale appuntamento con la Giornata dell’Allevatore, organizzata dall’Associazione Italiana Allevatori insieme alla Coldiretti, alla quale hanno ha partecipato anche una delegazione lucana, in tutto una sessantina di persone, composta dal presidente e dal direttore dell'Associazione regionale allevatori di Basilicata, rispettivamente Palmino Ferramosca e Franco Carbone, da alcuni consiglieri, dipendenti e allevatori assieme alle rispettive famiglie.
L’occasione è stata la festa di Sant’Antonio Abate, patrono del mondo agricolo e del bestiame. L’evento, giunto alla sua diciannovesima edizione nazionale, ha trasformato il cuore del Vaticano in una vera e propria fattoria a cielo aperto per l’intera mattinata. Prima l’apertura dell’esposizione degli animali in piazza Pio XII., poi il ritrovo dei partecipanti presso la “Fattoria sotto il cielo”, situata di fronte al Colonnato del Bernini, tra il sagrato di Piazza San Pietro e Via della Conciliazione. A metà mattinata la celebrazione della Santa Messa all’interno della Basilica Vaticana, presso l’Altare della Cattedra officiata da Sua Eminenza il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro. Al termine della funzione religiosa l’attesa sfilata di cavalli e cavalieri lungo via della Conciliazione, seguita dalla tradizionale benedizione degli animali .
Come da tradizione per gli allevatori si è trattato di un'occasione oltre che per onorare il Patrono, anche per ribadire alla cittadinanza ed alle Istituzioni che la zootecnia non costituisce un problema per l’ambiente né è causa del cambiamento climatico in atto; al contrario, l’attività zootecnica offre soluzioni innovative nella gestione degli allevamenti e nelle pratiche agronomiche, promuove la sostenibilità favorendo l’economia circolare, il risparmio energetico, la valorizzazione e la manutenzione dei pascoli nelle aree interne del Paese, senza dimenticare le azioni a salvaguardia della biodiversità sostenendo la produzione di cibi sani e di qualità, contrariamente a quanti vorrebbero introdurre prodotti destinati all’alimentazione umana e animale realizzati in laboratorio, pratiche che precorrerebbero ad una divaricazione irrimediabile tra Uomo e Natura.
“Anche quest’anno la celebrazione di Sant’Antonio Abate ha rappresentato un momento di forte coesione per tutto il sistema allevatoriale nazionale - evidenzia il presidente dell'Ara di Basilicata, Palmino Ferramosca - pur in un momento di grande criticità economica e politica”.